Oggi si parlava, con un’amica, di amicizia e del fatto che ci piace l’opera di Alda Merini.
La mia cultura, e quella umanistica in generale, è piuttosto bassa.
Ma questa poesia della Merini, più o meno, la ricordavo.
E mi piace ricordarla, perché ogni giorno mi chiedo quale sia il senso delle relazioni fra le persone, soprattutto le amicizie.

Non credere che remare su una barca
col peso degli anni sulle braccia,
su una barca che rischia di affondare,
sia la gloria o la vita:
è soltanto la paura lontana
che quel fiume possa anche
travolgerci nel cuore.
Il sentimento non è mai parola
e nemmeno pietà,
ma solamente un grazie della vita
che domanda se l’amico sia vero
o sia solo un sogno.

È una materia difficile, per ogni cosa ci sono decine di interpretazioni, tutte giuste e tutte sbagliate contemporaneamente.
Molto, molto, molto più facile ragionare con un computer. Anche perché i calcoli li fa velocemente, ma non fa niente di più. Poche sfumature. Dati certi. Niente empatia.
Non soffri se un computer non va, ma se un amico manca, sono cazzi amari.