Oggi è il giorno della memoria.
E’ facile farsi belli ricordando Auschwitz, magari solo perché hai sentito la canzone dei Nomadi e hai una mezza idea.

I campi di concentramento tedeschi nella seconda guerra mondiale, solo in Europa, si stima siano stati più di 15.000 (quindicimila), molti dei quali distrutti proprio dai tedesci a lavori eseguiti.
Fra questi campi ci sono ovviamente distinguo da fare, solo alcuni sono “di sterminio”, gli altri sono solo “collettori” o “di lavoro”.

Come si può negare che nell’arco di 5 anni sia scomparso dall’Europa qualcosa come 8.000.000 di persone? Suicidio di massa?
Perché, al limite, potresti obiettare che la gente sia stata presa ed eliminata velocemente, senza problemi, come spegnere una lampadina.
Qui no. Qui parliamo di messa in schiavitù, di persone messe a produrre oggetti che saranno usati dai loro stessi aguzzini per combattere la guerra di Hitler. Parliamo di tortura, di sperimentazione medica, di fame, di malattie. E alla fine, camera a gas, forno crematorio.

Tu vuoi venirmi a dire che sei bravo perché canticchi Auschwitz? Bene, libero di crederlo. Ma Auschwitz è una goccia, una lacrima in un pianto ininterrotto durato almeno 5 anni.

Io voglio ricordare, non me ne frega niente se stragi di destra o di sinistra, se sotto l’egida dell’ONU o per decisione del KGB. Sono dettagli insignificanti.
Io voglio che si pensi e si ricordi che ancora non è cambiato niente, perché se prima è stato per religioni, poi è stato per potere, poi è stato per l’economia, poi di nuovo religioni. Questo scempio non ha fine.
Non esiste un motivo valido, una giustificazione. Punto e basta.

Ed è bene ricordare qualche numero, anche se approssimativo, per capire di cosa si parla (morti non si intende “di morte naturale”: significa omicidio, genocidio, strage):

  • Arbeitsdorf, Germania, 600 morti
  • Auschwitz, Polonia, (concentramento, sterminio e lavoro), 400.000 prigionieri, 1.100.000 morti
  • Bardufoss, Norvegia, 800 prigionieri, 250 morti
  • Bełżec, Polonia, (sterminio) fra 434.508 e 600.000 morti
  • Berg, Norvegia, 842 prigionieri
  • Bergen-Belsen, Germania, 63.000 prigionieri
  • Bolzano, Italia, 11.116 prigionieri, 60 morti
  • Breendonk, Belgio, 3.532 prigionieri, 391 morti
  • Breitenau, Germania, 8.500 prigionieri
  • Buchenwald, Germania, da 238.980 a 250.000 prigionieri, 60.000 morti
  • Chełmno, Polonia (sterminio) 350.000 morti
  • Dachau, Germania, 206.206 prigionieri, 31.951 morti
  • Falstad, Norvegia, 200 prigionieri
  • Flossenbürg, Germania, 96.000 prigionieri, 74.000 morti
  • Fossoli, Italia, 5.000 prigionieri, 67 morti
  • Fullen, Germania, 872 prigionieri
  • Grini, Norvegia, 20.000 prigionieri
  • Gross-Rosen, Polonia, 125.000 prigionieri, 40.000 morti
  • Hinzert, Germania, 14.000 prigionieri, 302 morti
  • Jasenovac, Croazia (sterminio), 700.000 morti
  • Kaufering, Germania, 30.000 prigionieri, 14.500 morti
  • Klooga, Estonia, 2.400 morti
  • Langenstein-Zwieberge, Germania, dipendenza di Buchenwald, 5.000 prigionieri, 2.000 morti
  • Majdanek (KZ Lublin), Polonia (sterminio), 200.000 morti
  • Maly Trostenets, Bielorussia (sterminio) 500.000 morti
  • Mauthausen, Austria (sterminio), 195.000 prigionieri, 95.000 morti
  • Mittelbau-Dora, Germania, 60.000 prigionieri, 20.000 morti
  • Natzweiler, Francia, 40.000 prigionieri, 25.000 morti
  • Neuengamme, Germania, 106.000 prigionieri, 55.000 morti
  • Niederhagen, Germania, 3.900 prigionieri, 1.285 morti
  • Oranienburg/Sachsenhausen, Germania, 3.000 prigionieri, 16 morti
  • Plaszów, Polonia, almeno 150.000 prigionieri, almeno 9.000 morti
  • Ravensbrück, Germania, 50.000 prigionieri, almeno 90.000 morti
  • Riga-Kaiserwald (Mežaparks), Lettonia, 20.000 prigionieri
  • Risiera di San Sabba (Trieste), Italia, 25.000 prigionieri, 5.000 morti
  • Sachsenhausen, Germania, almeno 200.000 prigionieri, 100.000 morti
  • Sobibór, Polonia (sterminio), 250.000 morti
  • Stutthof, Polonia, 110.000 prigionieri, 65.000 morti
  • Lager Sylt (Alderney), Isole del Canale, 1.000 prigionieri, 460 morti
  • Theresienstadt, Repubblica Ceca, 140.000 prigionieri, 35.000 morti
  • Treblinka, Polonia (sterminio) almeno 800.000 morti
  • Varsavia, Polonia (sterminio), oltre 40.000 prigionieri, oltre 200.000 morti
  • Westerbork, Paesi Bassi, 102.000 prigionieri