25 aprile, cosa festeggiamo?

Settantuno. Sono passati 71 anni da quando il Comitato di Liberazione Nazionale, attraverso la radio e i giornali, ha comunicato con la voce di Sandro Pertini la fine della guerra civile attraverso l’invito allo sciopero generale e la richiesta di resa dei tedeschi, che porterà alla conclusione della seconda guerra mondiale. Non era un movimento che raccoglieva tutti i gruppi resistenti, ma era forse il più grosso numericamente. Si scioglierà nel 1947.

Resistenza. Resistere da chi e da cosa era evidente.
Ragazze, ragazzi, donne e uomini hanno fatto tutto quello che potevano per riuscire a sconfiggere un nemico ben individuabile.
Ragazze, ragazzi, donne e uomini che hanno dato la vita perché noi potessimo avere un futuro.

Ragazze, ragazzi, donne e uomini che abbiamo tradito, persone la cui memoria abbiamo infangato e che ogni anno prendiamo per i fondelli celebrando questa festa stando comodamente fra le braccia dei discendenti di quella genìa che combatterono.

Persone che diedero la vita per donarci la liberà e la democrazia. Due cose cui abbiamo rinunciato con piacere, scambiando tutto con cose che non hanno nessun valore.

Certo, ci saranno sempre quattro gatti che saranno fieri di poter celebrare il 25 aprile. Erano quattro gatti anche i Partigiani, se paragonati alla popolazione di allora.
E verrà un momento in cui si sceglierà di tornare ad essere un popolo libero, un popolo che celebrerà il 25 aprile con dignità e che ridarà dignità a quelle persone.

Il popolo italiano è fascista nel profondo, non sarà facile arrivare a quel momento.

La prossima Liberazione l’avremo quando i cittadini potranno esprimere un’opinione ed essere ascoltatati dai pochi che governano.
L’avremo quando non sarà possibile fare campagne elettorali gonfiate di cazzate tipo “toglieremo le tasse” e quando le liste elettorali non saranno fatte di soggetti scelti in camera da letto.
L’avremo quando chi governa avrà la consapevolezza di essere delegato dal popolo e non di essere lì per diritto divino.
L’avremo quando il popolo elettore potrà decidere chi eleggere.
L’avremo quando chi sarà eletto saprà che il suo mandato non è eterno ed ereditario e saprà, essendone fiero, che il poco tempo che gli viene concesso deve essere investito per il bene di tutti.

In attesa di un nuovo 25 aprile.

By | 2016-06-01T17:18:57+00:00 lunedì 25 aprile 2016|Blog|

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