Festa della Repubblica. L’ultima?

Questa è probabilmente l’ultima festa della Repubblica, laddove parliamo della Nazione con l’ordinamento attuale.

Il tutto è ovviamente legato allo strumento alla base dell’identità di una nazione, la sua carta costituente.

La nuova costituzione, un oggetto mostruoso piano di pieghe entro le quali nascondere possibilità e privilegi per pochi, arriva dopo 70 anni dalla proclamazione della Repubblica e crea, di fatto, una nuova forma di repubblica.

Solo che è sempre meno res publica, la nuova costituzione, creata da un governo parzialmente illegittimo, non eletto dal popolo ma nella forma di “governo tecnico” pur previsto dalla vecchia Costituzione.

Certo, la Costituzione era già stata modificata, nel tempo. È sano e normale, adeguarsi al cambiamento generale della società, dei cambiamenti ingenerati nel cuore della Nazione, ossia i cittadini. Nata al tempo in cui la maggioranza viveva nelle e delle campagne, virata al miraggio di grandezza industriale, mutata nell’attribuzione della partita IVA…
E non sono state modifiche di poco conto, basti pensare a quando il governo presieduto da un pluriinquisito, per evitargli la galera ha cancellato di fatto la democrazia diretta, ossia la possibilità di ognuno di esprimere la propria volontà attraverso lo strumento della preferenza nominale.

È stato un guasto terribile, enorme. Ma niente a confronto di quello che hanno fatto questi… personaggi.

Siccome sono sicuro che gli italiani siano un popolo di fascisti conigli, quando a ottobre ci sarà il referendum propositivo per confermare l’accettazione del nuovo regime da parte del popolo, vinceranno quelli che vogliono questa nuova costituzione. Perché loro sanno già fra quali pieghe delle leggi trovare risorse economiche e possibilità, sanno già che ci sono soldi e potere a disposizione dei pochi che potranno.

Potere.

L’unica cosa che vogliono, è il potere. In una nuova finta democrazia, agghindata con le poco meno di 500 pagine di modifiche a quella Costituzione che andava invece curata, amata e sviluppata e che sotto quelle pagine invece resta nuda. E chiamarle “modifiche alla Costituzione” è roba grossa, ci vuole davvero una faccia come il culo! Questa non è una modifica! Cambiare 51 articoli su 139 non è modificare, è riscrivere!!!

Stasera festeggio la Costituzione. Con una buona bottiglia di vino. Una bella veglia irlandese per qualcuno cui si è voluto bene e che ormai non c’è più.

E domani, 2 giugno, non mi passa nemmeno nell’anticamera del cervello di guardare in televisione la celebrazione e la sfilata per la festa della Repubblica, strabordante di balordi, criminali, inquisiti, imputati, condannati…
In matematica quando si fa la media fra numeri, il più basso è spesso il più pesante, quello che abbassa tutta la media.
Queste persone abbassano la media di tutto lo stato. Che non è più indicabile con la S maiuscola, a causa loro.
Ma che nessuno potrà mai più schiodare dal cadreghino.

E se vuoi divertirti, popolo masochista, clicca qui per scaricare il testo con le modifiche alla Costituzione. Vediamo se hai le palle per non rabbrividire e se ti viene da ridere.
Oppure se, anche da casa tua, parteciperai alla veglia irlandese per la Festa della Repubblica. L’ultima.

By | 2016-06-01T18:10:00+00:00 mercoledì 1 giugno 2016|Blog|

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