Solo un giorno?

Questa foto l’ho scattata il 26 febbraio 2011. L’ho intitolata “Wine lovers”.

È orribilmente didascalica. Lo sapevo quando l’ho fatta, e volevo che lo fosse.
Due oggetti che formano un cuore. Ma anche uno stilizzato sesso femminile. Su un fondo rosso, più di così cosa vuoi fare, mettere delle etichette e delle freccette?

M’è tornata in mente oggi, perché è uno di quei giorni che  non dovrebbero esistere. È uno di quei giorni “obbligatori” e completamente senza senso, se non uno. Uno ce l’ha. Quello che conta. Il contante. Quello che si deve fare: comprare fiori, regali, prenotare ristoranti…

Mi domando se una donna (o più genericamente un partner), onestamente, sia felice di 1 (UNA!!!) giornata canonica per “l’amore”.

Vale la stessa regola per tutti gli altri anniversari commerciali dell’anno, tipo Natale, oppure tipo “Festa della mamma”.

Sei felice di essere una tessera del commercio?
Certo che in una giornata così hai un valore… diciamo un minimo di 50€ per i fiori, un regalino, diciamo da 100€?, poi una cena e sono altri 100. Mica vorrai fare il poveraccio e andare di pizza, no? La scatola di profilattici per il dopo cena incide poco.

Oppure cioccolatini. Tanti cioccolatini. Quelli con dentro frasi estrapolate da poesie, da canzoni, da libri. Così estrapolate che magari il senso del tutto da cui le hanno prese aveva altro senso e significato che non “l’amore”.

Se questo deve essere, eccolo qua, “il giorno”.
Ma che cosa misera relegare un sentimento a un giorno, uno scacchetto sul calendario.
Avrebbe quasi più senso fosse 1 giorno dell’anno in cui essere soli. Non tutti, certo, ma qualcuno capirebbe il valore delle cose. Non degli euro.

By | 2017-02-14T16:32:59+00:00 martedì 14 febbraio 2017|Blog|

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