8 marzo. Giornata dell’ipocrisia.

Ma perché, c’è qualche termine diverso per definirlo, questo “anniversario”, questa festa dei fiorai?

Perché questo è. Festa dei fiorai, festa del depredamento incontrollato di piante che se ne starebbero benissimo lì a prendere il sole.

E invece no. Arriva uno e si ritiene in dovere di portare alla propria donna (o a quella di un altro, perché essere gelosi…) un bel rametto. Se non c’è il padrone della pianta magari anche un bel ramone. Che staccato dalla pianta muore in due giorni.

A parte chi ha interessi commerciali diretti, quindi fiorai, ristoratori… tutti gli altri hanno solo bisogno di un pretesto per giustificare, in linea di massima, una sola azione: sfilare le mutandine e ricevere la ricompensa per quel pugno di fiorellini.

Per il resto, non frega un cazzo a nessuno.
Non frega niente a chi dovrebbe educare i figli a non vedere differenze che legittimino un trattamento diverso.
Non frega niente a chi da lavoro e nonostante tutto paga le donne meno di un uomo.
Non frega niente a chi il lavoro a una donna non lo da perché se dovesse avere un figlio avrebbe costi stratosferici da sostenere per due anni.
Non frega niente a chi dovrebbe consentire a madri lavoratrici di usufruire del part-time perché hanno figli piccoli.
Non frega niente a chi ha imparato fin da piccolo che le donne sono roba e non persone.
Non frega niente a quelli che hanno cornificato le proprie mogli per una vita e le hanno lasciate per carne più soda e culi degni di Michelangelo.
E non frega niente a chi si occupa di politica, se non andare a cercarle promettendo mari e monti in cambio di crocette sulle schede elettorali.

Perché questo è, alla fine il “problema”: se c’è una donna va fottuta. Poi, l’8 marzo, basta che ti ricordi di portare un rametto di mimosa ed è tutto in piano, è tutto a posto. Un paio di euro al venditore, possibilmente abusivo (perché anche loro devono mangiare), ed è tutto risolto.

Quante ne hanno ammazzate dallo scorso 8 marzo? Quelle censite dai giornali sono forse 120. O giù di lì.
Perché cosa importa? Loro sono diverse. Loro sono tante. Loro sono roba.
E per avere più audience s’è pure inventato il termine “femmincidio”. Roba da matti. Non sono esseri umani, sono femmine.

Buon 8 marzo!
E tranquilli, passa subito, il 19 è la festa del papà.

By | 2017-03-08T16:02:44+00:00 mercoledì 8 marzo 2017|Blog|

Leave A Comment