Descrizione Progetto

Spiaggia di Parco Mare Nord
Misano Adriatico
Rassegna Voci nellarena
12 luglio 2006

Testi tratti da Mistero Buffo. Bonifacio VIII – Le nozze di Cana – La resurrezione di Lazzaro. Ricordo quando ero bambino, che le rare volte che passava in televisione un frammento di Mistero Buffo, mi incantavo, immobile, davanti al televisore. Certo non potevo capire di cosa o esattamente di chi, stava parlando Dario Fo, eppure stavo lì, lo sguardo incollato a quest’uomo che si muoveva come un giullare e che parlava una lingua a me incomprensibile. E ridevo. E forse sta proprio in questa universalità la forza di Mistero Buffo e di Fo, uno spettacolo che riesce a catturare tutti, indipendentemente dall’età o dall’estrazione culturale. E che fa ridere. Il titolo stesso, Mistero buffo, è emblematico della scelta di Fo di trattare l’espressione popolare nella sua forma ironico-grottesca, come mezzo di provocazione e di agitazione delle idee. Già fin dal III-IV secolo dopo Cristo il termine mistero indicava uno spettacolo, una rappresentazione sacra. Un mistero buffo è dunque una “rappresentazione di temi sacri in chiave grottesco-satirica”. Nell’interpretazione dei misteri, l’attore comico popolare del Medioevo, cioè il giullare, non ridicolizzava o dissacrava la religione, ma smascherava, denunciava le azioni dei potenti e prepotenti, che utilizzavano la religione e il sacro per mantenere privilegi e tutelare i propri interessi. Mistero buffo si basa sull’interpretazione di un solo attore, che recita nella lingua originale dell’opera, rivisitata in dialetto padano con inflessioni venete, lombarde e piemontesi. L’attore entra ed esce dai vari personaggi e mantiene con il pubblico un contatto diretto, spiegando ciò che sta facendo e chiedendo anche il suo aiuto. Sono anni che sto studiando Mistero Buffo, i testi, la mimica, i ritmi di recitazione. E ogni tanto tasto il terreno, proponendo un pezzetto davanti ad amici, o in serate di beneficenza… Ora sento che il repertorio che ho accumulato in questi anni è maturo per essere assemblato e presentato come opera unica, come omaggio al grande maestro che è stato, ed è, per me, Dario Fo.

  • In scena: Alberto Guiducci
  • Regia: Alberto Guiducci
  • Consulenza artistica: Chiara Cicognani
  • Produzione: Korekané