Descrizione Progetto

Spiaggia di Parco Mare Nord
Misano Adriatico
Rassegna Voci nellarena
8 luglio 2007

Un gruppo di attori da strapazzo, attori di avanspettacolo, arriva in un teatro di provincia dove si aggira il fantasma di Charles Perrault, l’autore delle favole più conosciute da grandi e bambini. Il fantasma è perseguitato dai personaggi delle sue stesse storie, i personaggi che, dalle pagine dei suoi libri, non hanno avuto possibilità di replica, che non hanno potuto raccontare la loro visione dei fatti. “Ci sono versioni differenti… proviamo a cambiare occhi… uno sguardo nuovo… il mondo sta negli occhi di chi guarda… questa sera avremo altri occhi con cui guardare le solite storie…” dicono gli attori sotto l’incantesimo del fantasma. Il fantasma utilizza il corpo degli attori in scena per dare voce ai suoi personaggi: i Tre Porcellini e la loro Mamma, il Lupo di Cappuccetto Rosso e le sorellastre di Cenerentola possono finalmente raccontare la loro versione dei fatti. A questo punto il fantasma può finalmente andare in pace, lasciare il teatro… e lo spettacolo riprendere secondo copione. Perrault nacque a Parigi da famiglia borghese molto facoltosa. Frequentò le migliori scuole e studiò legge, trovando poi lavoro nei servizi statali. All’età di 55 anni pubblicò il volume “Racconti e storie del passato con una morale”, col sottotitolo: “I racconti di Mamma Oca”. Questo libro ebbe un inaspettato e travolgente successo, rendendo il nome di Perrault famoso anche al di fuori dei circoli letterali e artistici e dando di fatto inizio a un nuovo genere letterario, quello della fiaba. Le più celebri fiabe di Perrault (come quelle dei Grimm o di Andersen) sono universalmente note e parte indelebile della nostra cultura; i riferimenti a esse in altre opere d’arte e in altri contesti sono semplicemente incalcolabili, così come sono numerosissime le trasposizioni in opere liriche, teatrali, cinematografiche, musicali, e così via.

  • In scena: allievi laboratorio CEIS
  • Regia: Paola Doghieri
Giancarlo Tonti - tù dù tù dù